in campagna

Quando per la prima volta abbiamo percorso la strada bianca che conduce all’Antica Quercia, ci siamo sentiti in dovere di rispettare ogni centimetro di questa terra. All’Ombra del grande albero ci siamo sentiti piccoli e non potevamo che abbracciare una coltura rispettosa per queste piante. Non è facile coltivare la vite così, però farlo ci rende felici. Abbiamo scelto l’agricoltura biologica perché è l’unica scelta che avremmo potuto fare, forse potremmo anche non chiamarla così, ma ciò che rimane è la nostra idea e il rapporto che in questi anni abbiamo instaurato con le piante che coltiviamo.


A dicembre entriamo in campo per potare.

La vigna dorme e tutto intorno regna un silenzio ovattato, una quiete sacrale interrotta ogni tanto da un cane che abbaia in lontananza o dal rintocco delle campane della Chiesa di Scomigo. Le mani si muovono lentamente al freddo e le nostre parole si avvolgono nella nuvola di condensa che esce dalla labbra secche. Silenzio. Il ritmo del taglio dei tralci è il suono che ci accompagna, scegliamo i due più giovani da archettare, otto gemme ciascuno, lo sperone alla base e CIACK!

Il sovescio

La veccia ha un fiore bellissimo, sembra una piccola orchidea violacea, quasi fucsia. Quando è primavera ci sediamo tra i filari e ci piace osservare l’arrivo delle api attirate dall’esplosione di colori dei fiori che abbiamo seminato per il sovescio. Il pisello selvatico, il trifoglio, la senape, la colza, il ravizzone e l’avena, una mescolanza di aromi e colori, bellissima, imperdibile. Queste piante poi verranno tagliate ed interrate quando sono al massimo del loro sviluppo, al fine di conferire al terreno in maniera naturale, l’azoto e i nutrimenti che consentono alle viti di vivere e crescere meglio.

La Glera è l’uva del Prosecco.

Frutto di una pianta generosa che produce grappoli grandi e lunghi con acini giallo oro, è considerata semiaromatica per quei suoi sentori che sviluppa fin da mosto, prima ancora che si trasformi in vino. È un vitigno autoctono presente da sempre tra le colline di Conegliano e Valdobbiadene ed appartiene ormai da lungo tempo alla cultura di questi luoghi. Il legame tra la Glera e queste colline è inscindibile ed è proprio tra questi pendii che si sviluppano le sue qualità migliori. Nelle zone più calcaree il grappolo è più piccolo e spargolo e da origini alle basi più eleganti

I lieviti

Sulla questione dei lieviti se ne parla molto, forse troppo. Abbiamo le nostre idee senza pretendere che siano quelle giuste, ma ci crediamo.Per fermentare i nostri mosti usiamo sempre di più i lieviti indigeni, naturalmente ricchi di quel patrimonio microbiologico che appartiene alla nostra vigna, convinti così di interpretare al meglio il nostro Terroir.